Te l’avevo detto: Si può dire al capo quando fa cazzate?


Editoriale di Carlo Romanelli

Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. (Ludwig Wittgenstein)

Sono passati 9 anni da quando mi chiedevo se si può dire al proprio capo quando fa cazzate, e me lo chiedevo perché mi capitava spesso che qualcuno me lo chiedesse.

Da allora continuano a chiedermelo sempre più spesso: “come faccio a dirglielo che sbaglia…”; “secondo te s’incazza se gli dico che dovrebbe stare più calmo e non urlare?” o ”credi che sia possibile fargli capire che sta umiliando le persone?”… oppure “ma come facciamo a dirgli che deve evitare di dare la risposta definitiva a tutte le cose, a prescindere da quello che si tratta?”…”lui ha una risposta per tutto, ma spesso non è quella giusta”… Mi fermo qui perché il repertorio è ampio, e le cose non sono migliorate.


Cari manager, sappiate che c’è un sacco di gente che avrebbe cose da dirvi, ma non sa come fare a dirvele.

O peggio ancora: anche se potesse, non ve le dirà proprio.

It is better to remain silent at the risk of being thought a fool, than to talk and remove all doubt of it.
Meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio.

(Abraham Lincoln)

Che avesse ragione Lincoln? Pensiamoci, durante le vacanze del 2019.

  • Si può dire al capo quando fa cazzate?

     

     

     

     

     

     

     

     

    Editoriale nr 13 – Settembre 2010

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